L’iniziativa congiunta di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e di Confimprese – Le Imprese del Commercio Moderno nasce dall’assunto che le infrastrutture di rete, fisiche e digitali, rappresentano un presupposto fondamentale per lo sviluppo economico e sociale, incidendo fortemente sulla produttività e competitività di un Sistema Paese. L’Italia registra un indice di produttività praticamente fermo ai livelli del 2000, contro una crescita media annua della UE15 che si attesta all’1% e una crescita degli USA all’1,5% (come rilevato dall’Ocse nel periodo 2000-2005). Per la competitività siamo al 42° posto nella classifica del World Economic Forum, che fa scendere il nostro Paese addirittura al 50° posto per la dotazione infrastrutturale.
Oggi sia le infrastrutture tradizionali che quelle tecnologiche sono imbrigliate nella sovrapposizione delle competenze istituzionali, nella lungaggine e conflittualità del processo decisionale, nella scarsità delle risorse e nella lentezza dell’iter di attivazione, nella mancanza di coordinamento tra la programmazione a livello nazionale e quella regionale, nell’eccessivo numero di stazioni appaltanti e commissioni di gara non sempre all’altezza delle esigenze, nei ritardi eccessivi dei tempi di pagamento. Da qui l’esigenza, sentita ormai prioritaria dal mondo delle imprese, di rilanciare un settore strategico come quello delle reti infrastrutturali e tecnologiche, le cui inefficienze stanno penalizzando fortemente lo sviluppo e l’evoluzione di settori determinanti come la logistica, il sistema dei trasporti, i servizi innovativi e di conseguenza l’operatività delle aziende retail. Basti pensare che per quanto riguarda gli attuali costi relativi ai trasporti e alla logistica, mentre nell’Europa dei 15 incidono sulla produzione industriale per il 16%, in Italia l’incidenza media è del 20,5%. La sola riduzione dell’1% di tale valore porterebbe a un risparmio di circa 2,5 miliardi di euro che potrebbero rendere più competitivi il Made in Italy.
“Modernizzare e rendere più efficiente la filiera che porta alla realizzazione delle reti infrastrutturali e tecnologiche non è un processo semplice – ha affermato il presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici Alberto Tripi – tuttavia è una priorità nazionale che è non possibile più rinviare. Le reti vanno ripensate complessivamente come un sistema integrato, fra fattori materiali, tecnologici e servizi avanzati. Alla parte pubblica le imprese non chiedono soldi, ma la disponibilità a una concreta collaborazione per trovare insieme quelle soluzioni innovative che permettano di far ripartire il settore. Innanzitutto vanno sciolti i nodi istituzionali: meno stazioni appaltanti e più qualificate, apertura alla concorrenza per i servizi alle infrastrutture, ricorso generalizzato delle gare per gli appalti pubblici e limitazioni a casi eccezionali dell’in house”.
“In queste condizioni – ha continuato Tripi - riteniamo che vada promosso l’uso del project financing, che rappresenta il metodo per realizzare infrastrutture e servizi efficaci e legare la remunerazione ai risultati ottenuti. Ma soprattutto è indispensabile progettare ora il futuro prossimo procedendo all’infrastrutturazione tecnologica avanzata del Paese. Ciò significa liberalizzare le frequenze Wi-Max che porteranno la larga banda nelle zone non ancora raggiunte da questa tecnologia, investire nella nuova generazione di reti a larghissima banda, le cosiddette Next Generation Network, che veicolano voce, dati, media, Tv digitale. Incentivare, per lo sviluppo dell’infomobilità, l’uso dei dispositivi Rfid, la tecnologia delle etichette intelligenti oggi applicata al solo Telepass, le cui radio frequenze sono state recentemente liberalizzate dal Governo, decisione che abbiamo molto apprezzato, che in cogestione con tecnologie Ict e satellitari, permetteranno di ottimizzare flussi e spostamenti di merci e persone”.
“Ci piacerebbe – ha concluso il presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici rivolgendosi al Ministro Bersani – che queste nostre proposte trovassero attenzione nell’ambito di Industria 2015, sia nella fase di call for ideas che nei successivi momenti di implementazione del programma”.
Parlando delle esigenze del mondo del retail, Mario Resca, presidente di Confimprese – Le Imprese del Commercio Moderno, ha dichiarato che “per rilanciare l’economia italiana abbiamo bisogno di un approccio strategico, di una politica dei trasporti solida e condivisa che metta al centro “l’interesse Paese” e porti a costruire una rete infrastrutturale integrata a livello nazionale, sicura, interconnessa e omogenea per caratteristiche operative e servizi offerti. Il primo passo da compiere è quello di costituire un tavolo di coordinamento forte e operativo, che coinvolga tutti gli attori del sistema per definire un piano delle priorità realizzabili e i relativi tempi di intervento e ne monitorizzi costantemente l’attuazione”.
“Troppo spesso si tende a identificare la politica delle infrastrutture con quella delle grandi opere - ha continuato Resca - e in linea di principio non vi sarebbe alcuna obiezione da muovere alla politica delle grandi opere se non fosse che la scarsità delle risorse finanziarie disponibili dovrebbe portare alla scelta di privilegiare le piccole opere, realizzabili in tempi medio brevi e con costi contenuti. L’attività delle aziende italiane è infatti spesso resa difficoltosa proprio dalle carenze della micro-infrastrutturazione dell’“ultimo miglio”, per la cui realizzazione giocano un ruolo fondamentale gli enti locali, che raramente invece sviluppano pianificazioni ponendo la giusta attenzione alle esigenze logistiche delle aziende”.
“Data la scarsità di risorse pubbliche disponibili è opportuno pensare ad altre forme di finanziamento, anche con il supporto dei privati - ha concluso il presidente Resca - ma per attrarre capitale privato occorre chiarezza, certezza, trasparenza nell’applicazione delle regole e superare i singoli interessi locali. Non possiamo più permettere che il gap infrastrutturale che ci separa dalle altre economia avanzate continui a influenzare negativamente lo sviluppo dell’intero Sistema Paese e la competitività delle nostre imprese sul mercato globale”.
Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici raggruppa 44 associazioni di categoria e 62 sezioni territoriali, a cui aderiscono imprese di servizi nei comparti di applicazioni satellitari, comunicazione e marketing, consulenza, contenuti digitali, e-media, formazione, ingegneria, internet, qualità, radiofonia e televisione, ricerche e sondaggi, servizi ad alto contenuto tecnologico e professionale, tecnologie Informatiche, telecomunicazioni. La Federazione rappresenta attività per circa 117 mld di euro di fatturato, 600.000 addetti e 17.000 imprese.
Documenti disponibili:
intervento di Alberto Tripi, intervento di Mario Resca, intervento di Marino Vago.
Per informazioni:
Anna Borioni – Ufficio stampa Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici – cell. 3471409877
Tiziana Pikler – Confimprese Le Imprese del Commercio Moderno – cell. 3396821982