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giovedì 29 novembre 2007
[ Dall'Europa ]
 
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Il Parlamento riconosce l'esigenza di una maggiore flessibilità del mercato del lavoro

Votazione del Parlamento Europeo sulla relazione in materia di flessicurezza
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Proponendo principi comuni di flessicurezza, il Parlamento europeo insiste sulla garanzia della parità di genere e chiede di dare priorità a istruzione e formazione e promuovere i contratti a tempo indeterminato. Occorre poi sostenere le contrattazioni collettive e giungere a nuovi accordi sull'orario di lavoro. Va limitato il ricorso ai pensionamenti anticipati.

Approvando con 496 voti favorevoli, 92 contrari e 49 astensioni la relazione di Ole CHRISTENSEN (PSE, DK), nella seduta del 29 novembre scorso, il Parlamento riconosce che, per poter avere successo nel XXI secolo, l'Europa «ha bisogno di una forza lavoro ben istruita e di imprese che siano rapide a cogliere le opportunità che scaturiscono in un mondo in rapido cambiamento per aumentare la produttività e promuovere l'innovazione». Si dice inoltre convinto che la flessibilità «può essere nell'interesse sia dei datori di lavoro che dei lavoratori» e che possa essere raggiunta con la promozione di disposizioni «contrattuali adattabili e sicure». Sottolinea poi che la flessicurezza «può rappresentare una strategia politica per la riforma del mercato del lavoro» e, in quanto tale, deve «includere tutti gli aspetti esistenti della politica sociale e dell'occupazione», a livello nazionale e dell'UE.

Il Parlamento propone che il Consiglio europeo del dicembre 2007 adotti una serie più equilibrata di principi comuni di flessicurezza, «basati sulla creazione di un'occupazione di qualità e sul rafforzamento dei valori del modello sociale europeo». Questi principi, per i deputati, dovrebbero includere:

* la promozione di rapporti contrattuali stabili e pratiche sostenibili a livello di mercato del lavoro;
* un'azione in vista di accordi contrattuali adattabili e flessibili ed un'azione contro le pratiche di lavoro illecite, segnatamente nei contratti non standard;
* l'eliminazione della segmentazione del mercato del lavoro promuovendo e migliorando la sicurezza dell'occupazione; tutti i lavoratori dovrebbero avere una base di diritti, a prescindere dal loro status specifico;
* la riconciliazione di lavoro e vita familiare o personale, e la promozione del concetto di "lavoro dignitoso";
* un partenariato tra l'amministrazione (a livello locale, regionale e nazionale), le parti sociali e la società civile nella gestione dei cambiamenti;
* la parità di genere e la promozione delle pari opportunità per tutti;
* l'individuazione e l'attuazione di vie nazionali in stretta collaborazione con le parti sociali;
* il potenziamento dell'adattabilità di imprese e lavoratori rafforzando la sicurezza della transizione attraverso una migliore mobilitazione delle politiche attive del mercato del lavoro;
* la necessità di una forza lavoro qualificata e adattabile, combinando così politiche attive in materia di mercato del lavoro e investimenti nell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita per migliorare l'inserimento professionale;
* un quadro macroeconomico per una crescita equilibrata e sostenibile e per posti di lavoro più numerosi e migliori. 

I deputati invitano inoltre la Commissione a proporre un pacchetto limitato di indicatori sulla qualità dell'occupazione.

I deputati rilevano poi l'importanza di tenere conto di tutti gli aspetti della flessibilità, inclusa la flessibilità dell'organizzazione e dell'orario di lavoro, segnatamente mediante il ricorso alle nuove tecnologie.

Il comunicato stampa del PE per esteso puo' essere consultabile qui

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