Entra in vigore il 12 dicembre 2007 in tutta l'UE un insieme completo di nuove regole volte a reprimere la pubblicità fuorviante e le pratiche di vendita aggressive praticate online e offline - compreso il divieto delle finte offerte "gratuite" e della pubblicità su Internet che sobilla i bambini a non lasciare in pace i genitori finché non comperano loro un determinato prodotto.
Queste restrizioni sono parte di una lunga lista nera di pratiche che la nuova direttiva sulle pratiche commerciali sleali (PCS) interdisce a chiare lettere - prendendo in particolare di mira una "sporca dozzina" costituita da quelle che sono le pratiche maggiormente vessatorie. Dalla pubblicità propagandistica ai sistemi piramidali, dai pubbliredazionali (usare il contenuto editoriale nei media per promuovere un prodotto laddove un commerciante abbia pagato per la promozione senza che ciò risulti chiaro) alle false affermazioni sulle proprietà curative usati a danno dei consumatori. L
a direttiva PCS rafforza in modo sostanziale le vigenti norme UE in materia di pubblicità fuorviante e stabilisce nuove regole europee contro le pratiche commerciali aggressive - compresi aspetti quali le molestie, la coercizione e l'influenza indebita. La direttiva intende accrescere la fiducia dei consumatori e delle imprese nel mercato unico affinché questi possano approfittare appieno della possibilità di fare transazioni transfrontaliere. Attualmente soltanto 14 Stati membri hanno attuato la direttiva. La Commissione ha avviato procedure contro gli Stati membri che non hanno ancora adottato norme nazionali.
Le nuove regole
La nuova direttiva comporta quattro elementi chiave:
una clausola generale: un'ampia clausola generale che definisce le pratiche sleali e per ciò stesso proibite;
le pratiche fuorvianti (azioni e omissioni) e le pratiche aggressive - le due principali categorie di pratiche commerciali sleali - sono definite nei dettagli;
le salvaguardie per i consumatori vulnerabili: la direttiva contiene disposizioni volte a evitare che ci si approfitti di consumatori vulnerabili;
la lista nera: una lunga lista nera di pratiche proibite in qualsiasi circostanza.
Ulteriori informazioni sono rinvenibili sul sito della Commissione per la tutela dei consumatori cliccando qui
Il comunicato stampa della Commissione