1° CONFERENZA NAZIONALE DEI SERVIZI INNOVATIVI E TECNOLOGICI
Dalle imprese dell’innovazione, le proposte per rimettere in corsa l’Italia
(Comunicato Stampa 9-1-2008)
E’ dal cuore dell’industria italiana che Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, a un anno dalla sua costituzione, lancerà, il 4 febbraio prossimo, le sue proposte per far ripartire l’economia nazionale. E’, infatti, l’Auditorium di Assolombarda a Milano, la sede scelta dalla neo Federazione, che in Confindustria raggruppa le imprese dell’Ict e del Terziario Avanzato, per tenere la 1° Conferenza Nazionale dei Servizi innovativi e tecnologici. All’incontro parteciperanno imprenditori, esperti, esponenti del Governo e delle istituzioni, in un confronto con i presidenti delle più importanti federazioni confindustriali dei servizi. Oltre al presidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici Alberto Tripi, interverranno, fra gli altri, il Ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani, il presidente di Assolombarda Diana Bracco, Antonio Catricalà presidente dell’Antitrust, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, l’economista Nicola Rossi.
Non si può ignorare che oggi la qualità di vita, il benessere e lo sviluppo di un paese, dipendono sempre più dalla disponibilità e qualità dei servizi, dalla intensità di conoscenza e innovazione che è racchiusa nei servizi stessi e dal contenuto in servizi presente nei prodotti generati dall’industria. Utilizzati in chiave strategica per la modernizzazione dei sistemi produttivi e delle amministrazioni pubbliche, i Servizi innovativi e tecnologici hanno consentito a paesi come gli Stati Uniti e, negli ultimi anni anche a paesi emergenti come l’India e la Cina, di compiere significativi balzi in avanti degli indici di produttività, di competitività, di crescita dell’economia. In Europa lo sviluppo dei Servizi innovativi e tecnologici, o Business Services Knowledge Intensive, costituisce il cuore della Strategia di Lisbona. Le misure prese in tal senso da alcuni Stati membri – fra cui Danimarca, Irlanda, Gran Bretagna, Svezia, paesi baltici - per indirizzare investimenti verso questo settore e le sue infrastrutture avanzate, adeguare il mercato del lavoro, modernizzare la Pa, stanno già dando notevoli risultati in termini occupazionali e crescita economica.
In Italia non esiste ancora una politica di sostegno e sviluppo dei Servizi innovativi e tecnologici. Nonostante questa carenza, il settore oggi esprime il 13% del Pil, 2.500.000 addetti e 1.000.000 imprese. Registra i ritmi più elevati di crescita dell’occupazione e del valore aggiunto a livello nazionale. Fornisce al Paese competenze specializzate e servizi ad alto contenuto tecnologico e professionale, di ingegneria, consulenza direzionale e tecnica, Internet, qualità, radiofonia e televisione, ricerche e sondaggi, informatica, telecomunicazioni, applicazioni satellitari, comunicazione e marketing, contenuti digitali, e-media, formazione, ricerca e sviluppo, facility management e global services.
Le difficoltà italiane di sviluppare l’economia nazionale a livello dei concorrenti esteri, di accedere a nuovi mercati, di offrire un futuro professionale qualificato ai giovani, risiedono storicamente tanto nelle carenze e discontinuità della politica sull’innovazione, sulla conoscenza e sulla formazione, quanto nei vincoli alla concorrenza e alle mancate liberalizzazioni del mercato dei servizi, nella inadeguatezza del sistema del credito verso progetti innovativi e nell’arretratezza delle infrastrutture.
Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, con la Conferenza Nazionale di Milano, in cui verrà presentato il primo studio sul settore dei Servizi innovativi e tecnologici, intende sottolineare con forza come anche l’Italia possa rientrare rapidamente in corsa, se accetta la sfida globale dell’innovazione. Se, cioè, saprà osare il cambiamento verso un modello che abbia il suo centro gravitazionale nella partnership fra industria e servizi innovativi, fra pubblica amministrazione e servizi innovativi. Com’è avvenuto altrove, è strategico promuovere la penetrazione capillare e diffusa dei servizi innovativi negli asset fondamentali del Paese, a formare un pervasivo sistema nervoso di nuove competenze e tecnologie. E’ questa la via maestra che, in associazione a trasformazioni e innovazioni organizzative, normative e istituzionali, potrà dare impulso ad attività generatrici di valore basate sulla qualità e sulla conoscenza, aprendo una nuova fase di sviluppo per il Paese.
(Anna Borioni - Ufficio Stampa - cell. 3471409877 )