In occasione dell'uscita del Rapporto EITO 2007 (European Information Technology Observatory), il 15 maggio 2007 a Roma, Giuseppe Biassoni, Direttore Sistemi ICT RAI; Pier Virgilio Dastoli, Direttore della Rappresentanza in Italia della Commissione europea; Mariarosaria Fragasso, Responsabile Servizio Studi Economici ANIE; Andrea Gavosto, Direttore Studi Telecom Italia e Bruno Lamborghini, Presidente EITO hanno tenuto un dibattito su "Ricerca e innovazione delle imprese Ict nella dimensione europea".
Ha introdotto i lavori Alberto Tripi, Presidente Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici e concluso Paolo Gentiloni, Ministro delle Comunicazioni.
Nel suo intervento, Alberto Tripi ha lanciato la proposta di “un DPEF che ponga la ricerca e l’innovazione al centro della nuova fase di sviluppo. La ripresa che sta vivendo oggi l’economia italiana - ha spiegato Tripi – deve essere l’occasione per trasformare il modello su cui fa leva il processo di sviluppo, in modo da favorire il radicamento, anche nel nostro paese, di un assetto strutturale basato sull’innovazione a tutti i livelli. Occorrono, cioè, più investimenti in ricerca e formazione nelle nuove tecnologie Ict allo scopo di aumentare, attraverso il loro utilizzo intensivo, produttività e competitività delle imprese, efficienza della Pa. Allo stesso tempo è necessario porre fine ai mercati protetti, aprire alla concorrenza per premiare l’eccellenza e promuovere lo sviluppo di servizi innovativi per i cittadini e le imprese. E’ questo un passaggio strategico non più rinviabile, che potrebbe essere già delineato nel Documento di programmazione economica finanziaria che il Governo presenterà fra poco più di un mese. Ci aspettiamo, infatti, che nel DPEF vi siano elementi guida affinché, con la prossima legge Finanziaria, si gettino le basi di un’economia dell’innovazione e della conoscenza già a partire dal 2008”. “Il nostro paese – ha concluso Tripi - non può e non deve rimanerne ai margini del cambiamento verso l’innovazione, ma ambire a esserne uno dei protagonisti. Le imprese hanno iniziato a fare la loro parte, ora occorre una politica economica coraggiosa, che imprima una spinta decisiva in questa direzione”.