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venerdì 15 gennaio 2010
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Dichiarazioni dei Presidenti Stefano Pileri (Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici), Paolo Angelucci (Assinform), Stefano Parisi (Assotelecomunicazioni-ASSTEL) e Guidalberto Guidi (Confindustria ANIE)

Comunicato stampa del 15 gennaio 2010
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I Presidenti Stefano Pileri (Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici), Paolo Angelucci (Assinform), Stefano Parisi (Assotelecomunicazioni-ASSTEL) e Guidalberto Guidi (Confindustria ANIE -imprese elettrotecniche ed elettroniche)  accolgono con sorpresa e chiedono al Ministero dei Beni Culturali di modificare il decreto ministeriale reso pubblico in data 14 gennaio dal Mibac, che rivede i compensi per la copia privata in Italia, ignorando completamente le raccomandazioni e le motivazione avanzate dall’industria.

Il nuovo decreto stravolge il regime vigente relativo alle copie private di filmati, musica ed altri contenuti digitali, che il cittadino potrà fare, introducendo sostanzialmente una tassa il cui importo cresce proporzionalmente alla capacità di memoria degli apparecchi elettronici, che, com’è ben noto e grazie all’evoluzione tecnologica, è messa sul mercato dall’industria high tech a prezzi sempre più contenuti per capacità di memorizzazione sempre maggiori. Questo decreto, al contrario, introduce un meccanismo perverso che fa crescere la tassa in ragione delle performance dell’apparecchio e incide, in definitiva, esponenzialmente sui costi sostenuti dagli utilizzatori. E’, a quanto ci risulta, l’unico esempio al mondo di penalizzazione dell’innovazione!!

Il consumatore è gravemente penalizzato dal nuovo metodo d’imposizione in quanto si vede costretto a pagare almeno tre balzelli (sui contenuti digitali acquistati, sull’apparecchio, sul supporto digitale), a prescindere dall’effettiva utilizzazione, che farà effettivamente degli apparecchi acquistati.

Ulteriore penalizzazione introdotta dal decreto è la sua estensione a tecnologie (cellulari, PC, decoder, game console) che non hanno come funzionalità principale la duplicazione di contenuti digitali. Il legislatore, nel giustificare tale estensione, si richiama alla situazione europea dove però 23 Paesi su 27 non prevedono alcun compenso sui telefoni cellulari mentre i PC sono tassati in un solo Paese e nessuno tassa le game console.

Particolarmente iniqua è la situazione che si viene a creare per i telefoni cellulari che nell’ipotesi di utilizzo per la fruizione di video e contenuti musicali prevedono già il pagamento di apposite licenze da parte dell’utente determinando quindi una doppia “tassazione”.

Risulta infine inaccettabile - contrariamente al dettato della legge che prevede che i compensi siano applicati solo le copie private siano effettuate da persone fisiche - la scelta di non escludere a priori gli apparecchi e supporti per gli usi professionali delle imprese e delle Pubbliche Amministrazioni dall’ambito del decreto e di lasciare, viceversa, a SIAE il compito di concludere di sua iniziativa eventuali accordi con le categorie interessate.

 

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