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giovedì 22 aprile 2010
[ Dall'Europa ]
 
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Agenda digitale

La Kroes si compiace per il sostegno mostrato da parte dei Ministri delle telecomunicazioni
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La Kroes si compiace per il sostegno mostrato da parte dei Ministri delle telecomunicazioni nei confronti dell'Agenda Digitale europea in occasione della riunione informale che si è svolta in videoconferenza il 19 aprile 2010. Il voto in plenaria è invece stato rinviato vista l'impossibilità di molti parlamentari di presenziare in aula a seguito del blocco dei voli a causa dell'eruzione del vulcano islandese. Il vicepresidente Kroes ha accolto con favore in particolare la dichiarazione ministeriale relativa al digitale in Europa, che ha descritto come "una pietra miliare se si vuole creare un ambiente europeo veramente digitale.".

La Kroes ha dichiarato che: "Al fine di massimizzare l'impatto delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni per il bene dei cittadini e delle imprese europee, la Commissione, il Parlamento europeo e gli Stati membri devono lavorare insieme per intraprendere azioni concrete. Ecco perché accolgo con estremo favore la dichiarazione ministeriale in cui i ministri delle telecomunicazioni dell'UE decidono di approfondire la cooperazione e prendere misure concrete per affrontare le sfide del futuro digitale ".

Il vicepresidente Kroes, ha dichiarato che l'Agenda Europea Digitale sarà incentrata sulla massimizzazione del potenziale sociale ed economico delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), in particolare quelle connesse all'utilizzo e al miglioramento di internet.

I principali aspetti e gli ostacoli principali che saranno affrontati nel programma che la Commissione adotterà nel corso delle prossime settimane possono come segue sintetizzarsi:

1. La mancanza di investimenti nelle reti: resta ancora molto da fare per facilitare l'investimento in nuove reti per l'internet veloce. La banda larga ad alta velocità rappresenta il centro dell'economia competitiva e inclusiva del futuro.

2. La frammentazione dei mercati digitali: L'Europa è ancora un mosaico di mercati online nazionali.

3. Mancanza di competenze: L'Europa soffre di una crescente carenza di competenze ICT professionali e di un deficit di alfabetizzazione digitale. Queste carenze escludono di fatto molti cittadini dalla società digitale e dall'economia e frenano le imprese che non utilizzano largamente le TIC a dare il loro contributo per la produttività e la crescita (le TIC rappresentano il 50% della crescita della produttività europea).

4. Risposte ancora troppo frammentarie alle sfide della società: L'Europa perde gran parte del potenziale delle TIC perchè non riesce ancora a dare risposte comuni alle sfide che interessano la società (come l'invecchiamento della popolazione, aumento dei costi della salute, cambiamento climatico).

5. L'aumento dei reati informatici e scarsa fiducia: Gli utenti di Internet non si impegneranno in attività online sempre più sofisticate, a meno che non si sentano sicuri che il rispetto della loro vita privata venga totalmente garantito e che possono fare pieno affidamento alle reti. L'Europa deve riuscire ad affrontare le nuove forme in cui si manifesta della criminalità informatica e garantire la credibilità ed affidabilità dei suoi sistemi informatici e delle reti.

6. Insufficienti sforzi nella ricerca e innovazione: L'Europa continua a investire, ma non riesce a convertire il vantaggio intellettuale della ricerca in vantaggio competitivo delle innovazioni di mercato. La priorità europea deve essere non solo quella di attrarre maggiori investimenti, ma costruire raccordi e legami tra le idee ed i prodotti immessi sul mercati.

7. La mancanza di interoperabilità: L'Europa non riesce ancora a trarre il massimo beneficio dalla interoperabilità. Sussistono ancora carenze nella attuale configurazione.

Più nel dettaglio, la Kroes ha ribadito il bisogno di internet veloce

"Siamo in concorrenza con paesi come la Corea del Sud e Giappone le cui imprese si avvalgono di una connessione Internet fino a 100 volte più veloce di quella di cui dispongono le imprese europee. Milioni di nostri cittadini vorrebbero - ma non possono beneficiare - di un effettivo accesso ai servizi media di cui possono invece disporre amici o familiari in altri parti del mondo. E 'pertanto indispensabile istituire chiare linee guida legislative per incoraggiare gli investimenti nelle reti di accesso di prossima generazione, assicurando nel contempo che tali reti rimangano aperte e competitive, a beneficio dei consumatori ".

L'auspicio di creare un mercato unico digitale

"Mentre Internet è senza confini, i mercati europei online non lo sono. Spesso è più facile comprare qualcosa da un sito web americano che dal paese confinante al nostro in Europa. Ad esempio, i consumatori possono acquistare CD in ogni negozio, ma non sono spesso in grado di acquistare musica online in tutta l'UE perché i diritti sono concessi in licenza su base nazionale. Un risultato è che il mercato statunitense per la musica online è cinque volte più grande d'Europa. Inoltre i cittadini europei sono in grado di accedere ai contenuti a livello comunitario, ma in gran parte attraverso il file sharing illegale di contenuti. La creazione di un unico mercato digitale porterà ad una ricchezza di opzioni a disposizione dei cittadini, ma per far questo occorre distruggere la pirateria a vantaggio degli autori e degli artisti, senza compromettere la struttura aperta che è propria di Internet. Solo il buon senso riuscirà a far risolvere i problemi come questo. "

La necessità di aumentare la fiducia e la sicurezza degli internauti

"Sia che utilizziamo Internet ogni giorno sia che lo facciamo raramente - è comune chiedersi se sia sicuro di farlo. Rafforzare la fiducia verso internet in cosi' rapida evoluzione è una sfida particolarmente difficile che richiede una più stretta cooperazione europea.

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