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venerdì 23 aprile 2010
[ Dall'Europa ]
 
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Digital Agenda: dichiarazione di Granada

Approvata la Dichiarazione di Granada. Internet per tutti e più risorse alla ricerca per massimizzare i vantaggi dell’ICT
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In collegamento video, i ministri europei delle telecomunicazioni in una riunione informale tenutasi il 19 aprile 2010 hanno approvato all’unanimità la Dichiarazione dell'agenda digitale di Granada, che costituisce un documento non vincolante che tuttavia contiene gli obiettivi e le strategie da adottare nei prossimi anni per creare un mercato digitale europeo, ponendo le fondamenta del futuro digitale dell’Europa" "Le nuove tecnologie hanno un'importanza strategica per l'economia e la produttività" ha detto il Ministro spagnolo Miguel Sebastián.

L’approvazione della Dichiarazione di Granada, ha affermato Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione e responsabile per la Digital Agenda, “…è una tappa fondamentale, un elemento cruciale per una vera e propria agenda digitale europea”.

La dichiarazione sarà presa in considerazione dalla Commissione nella sua prossima comunicazione sull’Agenda Digitale europea, uno dei pilastri della strategia per Europa 2020 per una crescita "intelligente, sostenibile e solidale".

Fra gli obiettivi posti vi è la copertura totale della banda larga a 1Mb per tutti entro il 2013 (aumentando i finanziamenti con questo obiettivo), l'armonizzazione delle normative (con la rimozione degli ostacoli che bloccano gli accordi commerciali transfrontalieri transfrontalieri) anche rispetto alla realizzazione di una legislazione comune contro la pirateria, lavorare all'alfabetizzazione informatica e alla sicurezza della Rete (in modo da infondere fiducia nei cittadini nei confronti del nuovo mezzo) e cercare di aumentare l'interoperabilità in particolare per i device e per i digital service.

 

Gli ostacoli da superare per massimizzare l’impatto delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, e che la Commissione affronterà nei prossimi mesi, riguardano innanzitutto la mancanza di investimenti nelle reti e la frammentazione dei mercati: deve essere fatto di più per agevolare gli investimenti nelle nuove reti a banda larga ultra-veloce - che saranno il fulcro dell’economia del futuro – e per superare il mosaico di legislazioni da cui è attualmente composta l’Europa, che deve inoltre fare i conti con una cronica mancanza di competenze e con un deficit di alfabetizzazione in uno dei settori cruciali per la competitività. Queste carenze portano all’esclusione di moltissimi cittadini dai processi di crescita e produttività e impediscono all’Europa di pensare con una sola testa quando si tratta di risolvere sfide sociali che riguardano ogni singolo paese, dall’invecchiamento della popolazione ai cambiamenti climatici.

 

Alle sfide sociali, si aggiungono quindi quelle tecnologiche che riguardano, in particolare, la pirateria, che porta a un calo di fiducia dei cittadini verso gli strumenti digitali: la Ue, dovrebbe fare di più per combattere le nuove forme di cybercrime e assicurare la resistenza delle infrastrutture ad attacchi di sempre maggiore portata ed estensione.

 

E infine occorre risolvere il problema della ricerca, a cui l’Europa continua a destinare sempre meno risorse. La Ue, appare ormai evidente, non riesce più – come fece ad esempio negli anni 90 col GSM – a trasformare i vantaggi intellettuali della ricerca in competitività e innovazione sul mercato.

 

Alla luce di questa analisi, ha sottolineato la Kroes, è quanto mai urgente che Commissione, Parlamento e Stati membri lavorino insieme per realizzare azioni concrete a vantaggio dei cittadini e delle imprese.

“Noi non cerchiamo di imporre il design, la scala e la direzione dell’ICT del futuro, ma siamo determinati a creare un nuovo insieme di condizioni per l’ICT e l’ecosistema internet del futuro”, ha affermato la Kroes.

 

Il ministro spagnolo Miguel Sebastián ha quindi ribadito che “non c’è tempo da perdere”: bisogna mettere fin da subito tutte le risorse in campo per poter competere con potenze avanzate quali il Giappone e la Corea, le cui aziende dispongono di connessioni internet 100 volte superiori a quelle europee.

 

In allegato è disponibile  in inglese il summary della Dichiarazione di Granada con i punti salienti come rinvenuto sul sito del Consiglio europeo.

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