Slegare l'Italia. Per liberare lo sviluppo da troppe norme e confuse.
La ripresa ha accelerato il passo. Partita dai paesi emergenti, si è diffusa alle economie avanzate, cominciando da Stati Uniti e Giappone e sbarcando infine nell'eurozona.
La coralità la rende più solida, ma rimane zavorrata dai mercati finanziari ancora in fibrillazione e con le banche da ricapitalizzare, dalla disoccupazione elevata e spesso attesa in aumento, dal settore immobiliare ingolfato, dal risanamento dei conti pubblici.
Nella crisi che ha colpito la moneta unica, l'abbrivio della ripresa sposta l'ago della bilancia a favore delle forze positive: maggiore competitività grazie alla svalutazione e tassi bassi più a lungo. Agiranno però anche quelle negative: manovre restrittive sincronizzate, incertezza causata dagli annunci politici, perdita di ricchezza delle famiglie.
L'Italia può far leva sulle riforme strutturali per innalzare la crescita. Un sistema di leggi più amichevole, con meno norme e più chiare, minor arbitrio interpretativo, attenta valutazione dei costi di ogni nuova disposizione, adempimenti minimi e coordinamento tra Stato, Regioni e altri enti locali.
Destinatari
INFO E ISCRIZIONI DAL SITO CONFINDUSTRIA
Programma
09.30 - Registrazione dei partecipanti
10.00 - ANSIE EUROPEE SULLA RIPRESA
Luca Paolazzi, Direttore Centro Studi Confindustria
10.20 - SEI PROPOSTE PER AVERE LEGGI PIU' AMICHEVOLI
Marcello Clarich, Università LUISS Guido Carli
10.35 - Ne discutono:
Ignazio Angeloni, European Central Bank
Giacinto della Cananea, Università di Napoli Federico II
Giampaolo Galli, Direttore Generale Confindustria
Alberto Giovannini, Unifortune Asset Management
Roberto Perotti, Università Bocconi
11.45 - LE POLITICHE PER LA SEMPLIFICAZIONE
Franco Bassanini, Presidente Astrid
Renato Brunetta, Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione
12.30 - Conclusioni
Emma Marcegaglia, Presidente Confindustria