“Soddisfazione per l’impostazione data dal Governo alla riforma dei servizi pubblici locali con cui, finalmente, si introducono quei principi di concorrenza e trasparenza basilari per avviare il processo di modernizzazione e qualificazione del settore. Ora, auspichiamo che con altrettanta efficacia si passi al più presto a regolamentare l’azione pubblica nel settore dei servizi innovativi e di mercato, dove l’invadenza imprenditoriale dello Stato e la pratica dell’in house trovano ancor meno giustificazione” - così Ennio Lucarelli, vicepresidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici commenta il testo di regolamento attuativo approvato ieri dal Consiglio dei Ministri per la liberalizzazione dei servizi pubblici locali .
“Riteniamo particolarmente importante l’introduzione obbligatoria del parere dell’Antitrust per motivare la scelta di affidamenti in house – continua Lucarelli - la quale potrà essere adottata solo a fronte di particolari condizioni di mercato in cui la libera iniziativa economica privata non risulti idonea e , comunque, a patto che non rappresenti fattori discorsivi della concorrenza. Qualora questo principio venisse applicato anche alla presenza pubblica nel settore dei servizi innovativi e tecnologici, sarebbe estremamente difficile trovare le ragioni per continuare , come sta avvenendo soprattutto da parte di Regioni, Province, Comuni e Comunità montane, a costituire società ad hoc a cui affidare in house attività come l’informatica, l’ingegneria, la consulenza, il marketing, il facility management , dove l’imprenditoria privata è forte di circa 1 milione di imprese che, lungo tutto il territorio della penisola, occupano circa 2,5 milioni di addetti”.
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