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    <title>CSIT RSS FEED </title>
    <subtitle>NOTIZIARIO RSS DI CONFINDUSTRIA SERVIZI INNOVATIVI E TECNOLOGICI</subtitle>
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    <updated>2010-03-18T11:00:01+01:00</updated>
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        <title>@Parlamento N. 3</title>
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        <published>2010-03-17T12:00:00+01:00</published>
        <updated>2010-03-17T12:00:00+01:00</updated>
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        <author>
            <name>Per informazioni sul servizio e scambio feed: Area Web CSIT - Ilias Chasapakis - Scrivere sul modulo 'Contatti' del sito www.confindustriasi.it per ottenere assistenza e/o informazioni</name>
        </author>
        <summary type="html">Nel n. 3 del 2010 di &amp;quot;@Parlamento&amp;quot; si segnalano, nelle varie sezioni, i seguenti temi:


In Italia:

    Raggiunto un accordo per il decreto sugli incentivi;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    approvato il c.d. collegato lavoro;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    documento di lavoro della Commissione europea di consultazione sulla futura strategia UE 2020;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    pubblicato nella Gazzetta Ufficiale l&amp;rsquo;avviso sulla pubblicazione del decreto ministeriale sul compenso per la copia privata;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento;
    disegno di legge comunitaria 2009: all&amp;rsquo;esame della Camera;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    schema di decreto legislativo per il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno;
    approvati i pareri sullo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2006/32/CE sull'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici;
    disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti della Pubblica amministrazione con cittadini e imprese;
    schema di decreto del Presidente della Repubblica recante misure di semplificazione e riordino della disciplina di erogazione dei contributi all'editoria;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    indagine conoscitiva sulle autorit&amp;agrave; amministrative indipendenti: audizione di Calabr&amp;ograve;;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    SISTRI: risoluzioni presso la Commissione Ambiente della Camera dei deputati.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;


In Europa:&amp;nbsp;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;


    Il nuovo piano strategico per l&amp;rsquo;innovazione della politica industriale dell&amp;rsquo;Europa sar&amp;agrave; pubblicato nel mese di giugno 2010;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    Europa 2020: la Commissione propone una nuova strategia economica in Europa;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    Consiglio competitivit&amp;agrave; attira l'attenzione sulla strategia 2020;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    invito a presentare proposte per il 2010 sul programma per la protezione dei bambini che usano internet.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;


Attualit&amp;agrave;:&amp;nbsp;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;


    Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo sulla mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    pubblicato il regolamento di attuazione del codice della propriet&amp;agrave; industriale;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    annunciato dal Capo del Dipartimento per digitalizzazione e dell'innovazione lo stanziamento di 400 milioni di euro da parte del CIPE per la banda larga;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    federalismo fiscale: si avvia la Commissione parlamentare;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    fondo nazionale per l'innovazione. proroga termini presentazione proposte attivit&amp;agrave; creditizia;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    Garante privacy su dati di traffico tlc e internet: no a conservazione illimitata;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    siti web PA: al via la consultazione sulle linee guida;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;
    &amp;ldquo;avviso comune&amp;rdquo; per sospendere i debiti. ABI: da gennaio 8 miliardi di euro di liquidit&amp;agrave; in pi&amp;ugrave; per le PMI;
    programma operativo interregionale (POI). Energie rinnovabili e risparmio energetico 2007-2013. Costituzione di elenchi di esperti.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;


Eventi:
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;


    eHealth Week 2010 - Barcellona, 15-18 marzo 2010.
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        <title>Anteprima del Rapporto Assinform 2010</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.confindustriasi.it/rss/CSIT_RSS.php?nid=810"/>
        <published>2010-03-11T12:00:00+01:00</published>
        <updated>2010-03-11T12:00:00+01:00</updated>
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        <author>
            <name>Per informazioni sul servizio e scambio feed: Area Web CSIT - Ilias Chasapakis - Scrivere sul modulo 'Contatti' del sito www.confindustriasi.it per ottenere assistenza e/o informazioni</name>
        </author>
        <summary type="html">IT: -8,1% NEL 2009.  L&amp;rsquo;ITALIA RINUNCIA ALLO SVILUPPO ?
Angelucci: &amp;ldquo;Dobbiamo credere nel futuro e investire in innovazione! E&amp;rsquo; urgente dotare il Paese di una politica strategica per la crescita, con progetti e investimenti a lungo termine. Incentivare la rottamazione dei software obsoleti, da sostituire con applicazioni evolute tarate sulle esigenze delle imprese del Made in Italy,  sarebbe un segnale nella direzione giusta&amp;rdquo;.
Milano, 10/3/2010 &amp;ndash; &amp;ldquo;Nel 2009, annus horribilis per il mercato mondiale dell&amp;rsquo;Ict, l&amp;rsquo;Italia ha approfondito il ritardo tecnologico con gli altri paesi registrando una contrazione dell&amp;rsquo;IT tra le pi&amp;ugrave; consistenti, pari a -8,1%, a fronte di una decrescita media mondiale del settore di &amp;ndash; 5,4%. Tra i paesi avanzati, il nostro &amp;egrave; quello che, nel 2009,  ha pi&amp;ugrave; aumentato il gap tra PIL (-5%) e investimenti IT (-8,1%), rivelando un paese ripiegato su se stesso che, salvo eccezioni, sembra aver perso coraggio, che ha paura di investire e rischiare. Il disinvestimento italiano in Information Technology, pari a 1.657 miliardi di euro,  &amp;egrave; un segnale allarmante di arretramento del Paese verso assetti strutturali di basso profilo competitivo, che rischiano di condannarci alla stagnazione. Le istituzioni pubbliche, le imprese, appaiono intrappolate da un approccio dal respiro troppo corto, che non riesce a superare l&amp;rsquo;orizzonte contingente dell&amp;rsquo;emergenza. Sono, infatti, arretrati tutti i parametri del mercato: hardware -14,8%, software - 3,6%, servizi &amp;ndash; 6,5%; grandi imprese -10,3%, medie &amp;ndash; 7,3%, piccole -8,0%. L&amp;rsquo;innovazione, strumento indispensabile per lo sviluppo, sembra sparita dal vocabolario della politica economica e delle misure anticrisi. Con queste premesse anche il 2010 sar&amp;agrave; un anno molto difficile. Le nostre stime indicano per il settore un trend negativo di -3,1%, che allargher&amp;agrave; la forbice con il Pil (1%) &amp;rdquo;.  Non ha usato mezzi termini Paolo Angelucci, Presidente di Assinform, nel presentare oggi a Milano i dati di anticipazione del Rapporto Assinform 2010, che fotografano un settore IT fortemente penalizzato dalla crisi.
Anche  per il settore delle TLC, il Rapporto Assinform evidenzia una fase di sofferenza, con un calo di mercato di -2,3%. Alcuni baluardi del settore sembrano entrati in crisi di saturazione. In particolare la telefonia mobile, comparto che ha trainato l&amp;rsquo;ICT per 15 anni, segna per la prima volta trend negativi: scendono il segmento consumer, le linee mobili attive, le Sim, registrando un decremento di  -1,5%. In termini complessivi, il mercato nazionale dell&amp;rsquo;ICT &amp;egrave; calato di - 4,2%, scendendo a un valore di 61.771 milioni di euro (nel 2008 era stato di 64.463 milioni di euro), a fronte del -1,5% registrato a livello mondiale.  
Sebbene l&amp;rsquo;IT &amp;ndash; ha continuato Angelucci &amp;ndash; con 400.000 addetti e 97.000 imprese, sia il quarto settore industriale del paese, non solo non riscuote dalla  politica la giusta attenzione, ma il suo impatto economico e occupazionale, nonch&amp;eacute; le sue potenzialit&amp;agrave; nei processi di sviluppo del Paese sono largamente sottovalutati dalle istituzioni.  Eppure, per uscire dalla crisi e aprire la strada della crescita, l&amp;rsquo;Italia non ha scelta, deve riprendere a investire in Information Technology. Per questo occorre  un&amp;rsquo;azione che sia un segnale chiaro di inversione di tendenza, anticipatore di una politica strategica per l&amp;rsquo;innovazione e lo sviluppo. Va in questo senso la nostra proposta di rottamazione del software sia come misura di incentivo all&amp;rsquo;innovazione per il Made in Italy,  sia come sostegno all&amp;rsquo;occupazione del settore IT. I software applicativi, infatti, sono  fattori cruciali per la modernizzazione delle imprese, dell&amp;rsquo;economia, della PA e costituiscono il cuore del valore aggiunto prodotto dal settore in Italia. Nella produzione di software, l&amp;rsquo;IT italiana concentra la maggior parte dell&amp;rsquo;occupazione qualificata che, gi&amp;agrave; provata dalla perdita di 16.000 posti di lavoro 2009, se i dati di previsione verranno confermati, rischia nel 2010 di lasciare a casa altri 8.000 addetti. 
L&amp;rsquo;ultima indagine congiunturale realizzata da Assinform a febbraio 2010 su un campione rappresentativo di imprese associate (fra Pmi e grandi imprese), conferma, purtroppo, le previsioni negative sull&amp;rsquo;andamento occupazionale. L&amp;rsquo;emorragia di posti di lavoro, colpisce sia i dipendenti (-8,15 delle imprese del campione) che, in misura decisamente superiore, i consulenti esterni (situazione in peggioramento per il 26,4% delle imprese). Il maggior calo &amp;egrave; a carico delle grandi imprese, di cui ben il 54,5% ha dichiarato di utilizzare meno forza lavoro esterna, molto spesso purtroppo formata da dipendenti di medie e piccole imprese della filiera. 
Il Presidente Paolo Angelucci ha poi annunciato tre importanti iniziative di Assinform. Sul piano della finanza per l&amp;rsquo;innovazione &amp;ndash; ha precisato Angelucci &amp;ndash; stiamo per concludere un primo accordo  innovativo  con un importante istituto bancario che prevede finanziamenti a medio termine  per le aziende che investono in IT comprendendo, per la prima volta, anche le componenti immateriali (software e servizi) . Al contempo abbiamo attivato un gruppo di lavoro  per affrontare in modo concreto e pragmatico il tema del downpricing delle tariffe IT. La tendenza al ribasso delle tariffe professionali, infatti,  &amp;egrave; un&amp;rsquo;anomalia tutta italiana, che mortifica gli investimenti in capitale umano delle imprese IT, che rappresenta ben il 26% dei ricavi aziendali,  mentre penalizza i clienti e la qualit&amp;agrave; dei loro progetti e servizi. C&amp;rsquo;&amp;egrave; il rischio di impoverimento professionale dell&amp;rsquo;informatica italiana. Bisogna trovare un percorso che ci porti fuori da  questo circolo vizioso. Sul piano della ricerca e sviluppo, infine,  siamo impegnati  a valorizzare sia le tante buone pratiche presenti nell&amp;rsquo;IT italiana, che a promuovere una politica di aggregazione delle imprese del settore. L&amp;rsquo;obiettivo &amp;egrave; produrre soluzioni innovative condivise che aiutino  domanda e offerta a crescere, anche in una prospettiva di internazionalizzazione delle imprese IT  italiane, portatrici di &amp;ldquo;made in Italy tecnologico&amp;rdquo;.

**********
Ufficio Stampa Assinform
Roma &amp;ndash; Anna Borioni &amp;ndash; 3471409877 &amp;ndash; a.borioni@assinform.it
Milano &amp;ndash; Stefania Follador &amp;ndash; 3465003534 &amp;ndash; s.follador@assinform.it
&amp;nbsp;</summary>
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        <title>@newsconfindustriasi.it</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.confindustriasi.it/rss/CSIT_RSS.php?nid=807"/>
        <published>2010-03-04T12:00:00+01:00</published>
        <updated>2010-03-04T12:00:00+01:00</updated>
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        </author>
        <summary type="html">&amp;nbsp;In questo numero Vi segnaliamo:

    l&amp;rsquo;Editoriale: &amp;ldquo;Il Consiglio di Stato sui ritardi di pagamento&amp;rdquo;.
    Focus: i lavori della Giunta della Federazione.
    L&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; di Confindustria Servizi Innovati e Tecnologici: l&amp;rsquo;incontro con alcuni parlamentari sul contrasto al furto d'identit&amp;agrave; e prevenzione delle frodi; la nuova squadra del CNCT; l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; dei Comitati di Area e dei Gruppi di lavoro; l&amp;rsquo;audizione di Confindustria alla Camera sulla proposta di direttiva &amp;ldquo;ritardi di pagamento&amp;rdquo;.
    Gli eventi pubblici con le presenze istituzionali della Federazione (MADE expo, Forum banche e PA, Convegno con i Proff. De Michelis e Fuggetta, Decennale RAI Way).
    L&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; delle Organizzazioni federate.
    Le notizie dall&amp;rsquo;Europa.
    L&amp;rsquo;Agenda con gli appuntamenti previsti.
    &amp;nbsp;
</summary>
    </entry>
    <entry>
        <title>PA: 8 MESI IN MEDIA DI RITARDO PER PAGARE I FORNITORI DI SERVIZI INNOVATIVI E HIGH TECH, 57 GIORNI LA MEDIA EUROPEA</title>
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        <published>2010-03-03T12:00:00+01:00</published>
        <updated>2010-03-03T12:00:00+01:00</updated>
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            <name>Per informazioni sul servizio e scambio feed: Area Web CSIT - Ilias Chasapakis - Scrivere sul modulo 'Contatti' del sito www.confindustriasi.it per ottenere assistenza e/o informazioni</name>
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        <summary type="html">&amp;ldquo;Situazione ormai insostenibile per le Pmi del settore &amp;ndash; denuncia Ennio Lucarelli, vicepresidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, che chiede &amp;ldquo;interventi urgenti per normative pi&amp;ugrave; rigide, fatturazione elettronica, cessione del credito, tempi certi&amp;rdquo;.
Roma, 3/3/2010 -  &amp;ldquo;Il fenomeno del ritardo dei pagamenti da parte della Pa verso le imprese, invece di andare verso una risoluzione, tende ad aggravarsi sia quantitativamente, che nell&amp;rsquo;allungamento dei tempi, mentre  le misure governative e di legge finora adottate appaiono ancora incapaci di invertire questo pauroso trend negativo&amp;rdquo; &amp;ndash; &amp;egrave; l&amp;rsquo;allarme lanciato oggi da Ennio Lucarelli, vicepresidente di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, in base ai risultati emersi dall&amp;rsquo;indagine sul tema, realizzata da un gruppo di lavoro interno guidato da Carlo Bonomi, Consigliere delegato della federazione per i pagamenti alle imprese. Allarme diretto a Governo e Parlamento, quest&amp;rsquo;ultimo impegnato in un ciclo di audizioni in materia, per sollecitare interventi urgenti. &amp;ldquo;A fronte di una durata media europea dei tempi di pagamento verso i fornitori di 57 giorni, in Italia la Pa accumula verso il settore dei servizi innovativi e tecnologici un ritardo medio di 233 giorni. Ritardo che, oltretutto,  &amp;egrave; in continua crescita, + 5% nel 2007 e  +10% nel 2008 &amp;ndash; precisa Lucarelli dando la misura dell&amp;rsquo;ammontare complessivo dei crediti del settore verso la PA che allo stato attuale &amp;ldquo;ha raggiunto l&amp;rsquo;esorbitante cifra di 4,9 miliardi di euro, anch&amp;rsquo;essa in crescita, +18% nel 2007 e +7% nel 2008, di cui 1,6 miliardi di euro riferiti al solo settore dell&amp;rsquo;Information, Comunication &amp;amp; Media Technology&amp;rdquo;.
&amp;ldquo;Come si vede dai numeri citati il problema &amp;egrave; tutt&amp;rsquo;altro che trascurabile &amp;ndash; continua il vicepresidente - pesando in misura notevole sulle  imprese dei servizi innovativi, dove i costi del personale, che hanno una incidenza molto elevata sui costi di produzione, non ammettono ritardi. Procedure complesse ed inefficienti, mancata informatizzazione dei meccanismi di controllo e lenta autorizzazione della spesa fanno s&amp;igrave; che il tempo che intercorre dall&amp;rsquo;inizio della messa in opera di una fornitura da parte di un&amp;rsquo;impresa fino alla conclusione dell&amp;rsquo;iter con il pagamento da parte della P.A. risulti insostenibile soprattutto per le Pmi&amp;rdquo;.
Secondo l&amp;rsquo;indagine le misure introdotte recentemente in Italia da Governo e Parlamento per contrastare questa prassi sono ancora  del tutto insufficienti: &amp;ldquo;Risulta che siano ancora troppo pochi gli accordi conclusi dalla Sace con gli Istituti di Credito per lo smobilizzo dei crediti vantati dalle aziende e quindi sono scarse le risorse disponibili. Regioni e enti locali sono in netto ritardo nel mettere in atto le misure di certificazione dei crediti che consentirebbe al creditore la cessione pro soluto a favore di banche o intermediari finanziari. Ne si hanno riscontri positivi sull&amp;rsquo;applicazione delle nuove norme sulla tempestivit&amp;agrave; dei pagamenti delle Pubbliche Amministrazioni&amp;rdquo;. 
Di fronte all&amp;rsquo;aggravarsi del fenomeno, il gruppo di lavoro di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici ha indicato come sia indispensabile migliorare il quadro normativo e determinare una decisa svolta applicativa. &amp;ldquo;In sintesi- sottolinea il consigliere Carlo Bonomi &amp;ndash; &amp;ldquo;la federazione chiede la certezza dei tempi di pagamento,  indennizzi forfettari a titolo di risarcimento anche dei costi di recupero in caso superamento delle soglie di ritardo per le quali siano comunque previsti gli interessi di mora; meccanismi di compensazione crediti-debiti che potrebbero semplificare le procedure e ridurre l&amp;rsquo;entit&amp;agrave; del problema; l&amp;rsquo;obbligatoriet&amp;agrave; da parte delle  Pubbliche Amministrazioni di inserire in bilancio gli interessi, non stimati, ma calcolati sulle singole fatture; meccanismi automatici di cessione del credito, ad esempio  per il tramite della Cassa depositi e Prestiti; l&amp;rsquo;obbligo della PA di pagare i propri fornitori creditori utilizzando fondi di spesa iscritti a bilancio e non utilizzati; procedure veloci di recupero del credito prevedendo l&amp;rsquo;applicazione di sistemi on line, con l&amp;rsquo;implementazione della fatturazione elettronica che consentirebbe di facilitare tutte le operazioni contabili e finanziarie comprese quelle di factoring e di cessione&amp;rdquo;.
&amp;nbsp;
&amp;nbsp;</summary>
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        <title>Ritardi di pagamento</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.confindustriasi.it/rss/CSIT_RSS.php?nid=792"/>
        <published>2010-02-24T12:00:00+01:00</published>
        <updated>2010-02-24T12:00:00+01:00</updated>
        <id>http://www.confindustriasi.it/rss/CSIT_RSS.php?nid=792</id>
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            <name>Per informazioni sul servizio e scambio feed: Area Web CSIT - Ilias Chasapakis - Scrivere sul modulo 'Contatti' del sito www.confindustriasi.it per ottenere assistenza e/o informazioni</name>
        </author>
        <summary type="html">La Decisione del Consiglio di Stato &amp;ndash; Sez. IV, 2 febbraio 2010, n. 469 (allegato 17), consolida e rafforza un orientamento giurisprudenziale, stabilendo la nullit&amp;agrave; delle clausole previste dai bandi di gara che, in materia di modalit&amp;agrave; e tempi di pagamento, deroghino alle disposizioni previste dalla direttiva comunitaria 2000/35/CE recepita con decreto legislativo. n. 231 del 2002, considerate alla stregua di norme imperative. La decisione afferma che l&amp;rsquo;amministrazione pubblica non ha il potere di stabilire unilateralmente le conseguenze del proprio stesso inadempimento contrattuale (come gli interessi moratori o le conseguenze del ritardato pagamento) n&amp;eacute; potrebbe subordinare la possibilit&amp;agrave; di partecipare alle gare alla accettazione di clausole aventi simili contenuti, se non a costo di ricadere sotto le sanzioni di invalidit&amp;agrave;, per iniquit&amp;agrave;, vessatoriet&amp;agrave;, mancanza di specifica approvazione a seguito di trattative, sanzioni sopra descritte (in tal senso, Consiglio Stato, Sez. V, 30 agosto 2005, n.3892). Non pu&amp;ograve; sostenersi la prevalenza di tali clausole rispetto a quanto previsto dal decreto legislativo di recepimento della direttiva comunitaria: a parte il valore di supremazia della disciplina di derivazione comunitaria, oltre che della normativa nazionale imperativa, vale il principio per cui il contratto obbliga le parti non solo alle regole previste dal medesimo, ma anche al rispetto delle regole imperative e a tutto ci&amp;ograve; che deriva dalla legge, dagli usi o dalla equit&amp;agrave; (articoli 1339, 1419, 1418 e 1374 del codice civile). Le norme imperative hanno pertanto un valore anche sostitutivo (articoli 1339 e 1419 del codice civile.) di quanto previsto in violazione di esse.
Conseguentemente:
1) &amp;egrave; invalida ogni clausola contrattuale che preveda regole diverse e inique rispetto alle regole imperative, che automaticamente si sostituiscono a quelle invalide;
2) sarebbe illegittima ogni esclusione basata sulla non accettazione o sull&amp;rsquo;espresso dissenso, da parte di una partecipante, di una clausola contrattuale iniqua;
3) in sede di esecuzione contrattuale, le clausole invalide si porrebbero nel nulla a richiesta di parte o di ufficio (ai sensi del terzo comma dell&amp;rsquo;articolo 7 il giudice dichiara anche di ufficio la nullit&amp;agrave; e applica i termini di legge o riconduce ad equit&amp;agrave; il contenuto dell&amp;rsquo;accordo medesimo: si tratta di una cosiddetta nullit&amp;agrave; speciale di derivazione comunitaria);
4) infine, e ci&amp;ograve; rileva nel caso di specie, in caso di azione inibitoria intentata da associazioni di categoria a tutela di interessi collettivi le clausole da ritenersi inique sono poste nel nulla e quindi non applicabili, anche se comunque mantiene la sua funzione l&amp;rsquo;ordine inibitorio, a causa dell&amp;rsquo;effetto dissuasivo che tali clausole inique, per quanto insuscettibili di produrre effetti, potrebbero avere sulla volont&amp;agrave; a partecipare delle imprese medie e piccole.
Lo scopo del particolare strumento di tutela individuato dalla legge &amp;egrave; quello di impedire l&amp;rsquo;inserimento di tali clausole, prima ancora della loro applicazione o invalidazione. Il Consiglio di Stato, infatti, con questa decisione considera la fattispecie dei bandi di gara o dei capitolati accettati tacitamente con la presentazione di un&amp;rsquo;offerta in gara pubblica di appalto non una vera e propria contrattazione realizzata mediante libera negoziazione dei contenuti, bens&amp;igrave; l&amp;rsquo;esercizio di una podest&amp;agrave; autoritativa da parte dell&amp;rsquo;Amministrazione appaltante. La deroga unilateralmente posta con il bando finirebbe per introdurre un ingiustificato vantaggio per l&amp;rsquo;Amministrazione appaltante, violando l&amp;rsquo;obiettivo del riequilibrio delle diverse posizioni di forza che invece la direttiva comunitaria intende rafforzare.
Vai alla Decisione del Consiglio di Stato:
&amp;nbsp;</summary>
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        <title>CONFINDUSTRIA SERVIZI INNOVATIVI E TECNOLOGICI: NOMINATA LA NUOVA PRESIDENZA DELLA RAPPRESENTANZA TERRITORIALE</title>
        <link rel="alternate" type="text/html" href="http://www.confindustriasi.it/rss/CSIT_RSS.php?nid=789"/>
        <published>2010-02-18T12:00:00+01:00</published>
        <updated>2010-02-18T12:00:00+01:00</updated>
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        <summary type="html">Roma, 18/2/2010 &amp;ndash; Si &amp;egrave; completata la squadra che guider&amp;agrave; per il prossimo biennio la rete del CNCT (Comitato Nazionale di Coordinamento Territoriale), formata dalle 62 Sezioni Territoriali dei Servizi innovativi e tecnologici stabilite presso le unioni provinciali di Confindustria e dalle Consulte di settore presenti nelle rappresentanze regionali confederali.
La Presidenza &amp;egrave; stata affidata a Roberto Magliulo, imprenditore salernitano nel settore della consulenza, gi&amp;agrave; Consigliere delegato di Confindustria Salerno alla Ricerca e all&amp;rsquo;Innovazione, il quale sar&amp;agrave; affiancato da quattro vice Presidenti: Paolo Nicolardi (Unione Industriali Roma, Sezione IT), Massimo Dal Checco (Assolombarda, Sezione Terziario Innovativo), Matteo Salin (Confindustria Vicenza, Sezione Servizi Innovativi), Alessandro Fantini (Confindustria Firenze, Sezione Terziario Innovativo).
Il CNCT, nell&amp;rsquo;ambito di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, svolge un importante ruolo di raccordo tra centro e periferia, essendo espressione delle migliaia di Pmi che, sul territorio nazionale, affiancano le aziende manifatturiere e dei servizi, le grandi imprese, le amministrazioni pubbliche nei processi di modernizzazione, fornendo loro servizi e competenze nei settori che vanno dall&amp;rsquo;Ict all&amp;rsquo;ingegneria, dalla protezione ambientale alla sicurezza e qualit&amp;agrave;, dai servizi di consulenza e tecnologici alla comunicazione e marketing.
Ufficio stampa
Anna Borioni (Resp.),  tel. 06 42140410 &amp;ndash; cell. 3471409877
Ersilia Di Bartolo, tel. 06 42140405 
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        <title>Cento anni di Confindustria</title>
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        <published>2010-02-12T12:00:00+01:00</published>
        <updated>2010-02-12T12:00:00+01:00</updated>
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            <name>Per informazioni sul servizio e scambio feed: Area Web CSIT - Ilias Chasapakis - Scrivere sul modulo 'Contatti' del sito www.confindustriasi.it per ottenere assistenza e/o informazioni</name>
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        <summary type="html">Attivo il sito dedicato al centenario del Sistema Confindustria
http://www.centenarioconfindustria.it
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        <title>Gli indicatori dei Servizi Innovativi e Tecnologici: III° trimestre 2009</title>
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        <published>2010-02-03T12:00:00+01:00</published>
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        <summary type="html">L&amp;rsquo;occupazione del settore ha finalmente ricominciato a crescere (+1,2% il dato tendenziale), dopo 4 trimestri consecutivi sottozero, ma solo grazie alla ripresa delle assunzioni &amp;ldquo;dipendenti&amp;rdquo;. 
La componente &amp;ldquo;indipendenti&amp;rdquo; incide, invece, negativamente sul dato congiunturale complessivo (-0,5% sul trimestre precedente). L&amp;rsquo;indice di fiducia degli imprenditori dei servizi risale fino a -1 nel IV trimestre, trainato dalle buone aspettative sugli ordini. L&amp;rsquo;arrivo dell&amp;rsquo;autunno ha segnato l&amp;rsquo;inizio della ripresa, ma i segnali positivi convivono con grandi incertezze. Per tornare ai livelli produttivi pre-crisi non baster&amp;agrave; il prossimo biennio e lo scenario di crescita sar&amp;agrave; dominato dalla &amp;ldquo;Slow-economy&amp;rdquo;. Una fase di ciclo economico che, pur mostrando segnali di ripresa, mantiene inalterati fattori di crisi che potrebbero tenere a freno ancora a lungo la fiducia nei confronti degli investimenti produttivi, in particolare quelli legati all&amp;rsquo;innovazione.
Vai al Documento curato dall'Uffico Studi di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici.
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        <title>La Commissione europea avvia una riflessione su un mercato unico del digitale per i contenuti creativi online</title>
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        <published>2010-01-11T12:00:00+01:00</published>
        <updated>2010-01-11T12:00:00+01:00</updated>
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        <summary type="html">La Commissione europea ha pubblicato il 22 ottobre un documento di riflessione sulla sfida costituita dalla creazione di un mercato unico del digitale a livello europeo per i contenuti creativi, come i libri, la musica, i film o i videogiochi. Secondo studi condotti dalla Commissione, un mercato realmente unico e senza frontiere per i contenuti creativi online consentirebbe di quadruplicare le entrate al dettaglio di tale settore produttivo, a condizione che le imprese e le autorit&amp;agrave; pubbliche adottino misure favorevoli al consumatore e chiare. L'offerta di contenuti digitali presenta pertanto notevoli opportunit&amp;agrave; per l'Europa, ma anche una serie di sfide. In primo luogo, la distribuzione digitale di prodotti e servizi culturali deve ancora superare ostacoli regolamentari e territoriali suscettibili di bloccare la creativit&amp;agrave; e l'innovazione. Inoltre, le pratiche di download illegale su vasta scala possono compromettere lo sviluppo di un mercato unico economicamente valido per i contenuti digitali ed &amp;egrave; opportuno promuovere maggiormente le offerte transfrontaliere legali. In tale contesto, il documento di riflessione, redatto congiuntamente dai servizi dei commissari Reding e McCreevy, illustra le sfide attuali per tre categorie coinvolte - titolari dei diritti d'autore, consumatori e utenti commerciali &amp;ndash; invitando tutte le parti interessate a partecipare a un ampio dibattito sulle possibili risposte a livello europeo. Obiettivo della consultazione &amp;egrave; quello di ottenere dalle parti interessate idee originali allo scopo di rendere pi&amp;ugrave; vivace il mercato della distribuzione online dei contenuti creativi.
Il contributo di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici alla consultazione della Commissione &amp;egrave; rappresentato dal Documento allegato.</summary>
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